La California sta bruciando a causa del cambiamento climatico del pianeta

Ormai da svariati giorni gli incendi si stanno diffondendo incontrollati su tutto il territorio della California meridionale. Una stagione autunnale calda, secca e caratterizzata da forti venti unita al lungo periodo di siccità che ha colpito il territorio, hanno trasformato la vegetazione secca in un’eccezionale quantità di combustibile.

Venti caldi e secchi che soffiano a 70 miglia all’ora stanno facendo divampare le fiamme: sta succedendo qualcosa di insolito. Secondo Daniel Swain, scienziato esperto in climatologia dell’Università della California di Los Angeles e autore del blog Weather West, in questo periodo dell’anno la California dovrebbe ricevere gran parte della pioggia (il grosso delle piogge cade tra ottobre e maggio) dalle tempeste che arrivano dal Pacifico. Dall’analisi di dati specifici, è emerso che finora si è verificato solo circa il 5% delle precipitazioni previste da ottobre a dicembre.
Burbank, in California, ha visto ancora meno, dice il meteorologo del National Weather Service, David Sweet. Nonostante la pioggia che ha colpito la California del Nord, la parte meridionale dello stato è anormalmente secca.

Questa sorta di “bolla anti-pioggia”, chiamata anche “cresta atmosferica”, che si è formata è lo stesso fenomeno atmosferico che da 3 inverni riduce drasticamente le precipitazioni sul territorio: ogni anno questi eventi, che hanno poi chiari effetti devastanti sull’ambiente, sono sempre più comuni e frequenti. In uno studio del 2016, Swain e i suoi colleghi hanno scoperto che questo fenomeno è da imputare al surriscaldamento globale, di cui noi siamo gli artefici. Addirittura la situazione potrebbe ancora aggravarsi in futuro, a causa dello scioglimento dei ghiacciai.

Un team di scienziati della Lawrence Livermore National Laboratory ha analizzato come la diminuzione dei ghiacciai artici potrebbe influenzare il clima globale nei prossimi decenni: mentre il ghiaccio si scioglie e di conseguenza l’Artico si riscalda, si innesca una reazione a catena che aiuta queste creste atmosferiche a formarsi, bloccando la pioggia dalla caduta. Tutto questo non solo prolunga i periodi di siccità, ma incrementa la durata e l’espansione del fuoco.

Altre variazioni dell’inquinamento atmosferico, dei gas atmosferici e persino l’attività vulcanica nei prossimi decenni potrebbero ulteriormente cambiare la densità delle precipitazioni in California e successivamente nel mondo.

In conclusione: finora 1.000 strutture sono state distrutte e oltre duecentomila persone hanno dovuto lasciare le proprie case. Si sono registrati un totale di sei incendi: il più grande, il “Thomas fire”, ha bruciato quasi centomila ettari di terreno, una superficie più ampia di quella della città di New York. I vigili hanno comunicato che le fiamme sono destinate ad espandersi ulteriormente in modo del tutto incontrollabile.

Il cambiamento climatico è un’emergenza vera: la California brucerà fino a quando non pioverà. Il problema? A causa di questo riscaldamento globale di cui noi siamo responsabili, nessuno sa prevedere con certezza quando pioverà.

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